Aniamli marini: ecatombe silenziosa e dimenticata

28 Aprile 2007 Nessun commento

di Dr. Franco Libero Manco (ricevuto da Collettivo Animalista)

Nelle pergamene del Mar Morto, scoperte nel 1947, Gesù dice: Forse che i pesci vengono a voi a chiedere la terra e i suoi frutti? Lasciate le reti e seguitemi, farò di voi pescatori di anime.

Nel 1997 la raccolta di pesce ha raggiunto nel mondo la cifra record di 130 milioni di tonnellate, di cui circa 100 milioni deriva dalla pesca libera che causa uno sterminio indiscriminato di specie acquatiche. Solo in Italia 11 milioni di quintali allanno (circa 20 miliardi di pesci) finiscono nelle pentole di cuochi e massaie. Sono ingenti i danni derivanti dalle reti pelagiche per i tonni e della pesca a strascico che dècimano anche i delfini. Le più importanti specie di pesce del nostro paese, tonni e merluzzi sono in pauroso declino a causa dello sfruttamento dissennato delle acque marine.

I nutrizionisti delle televisioni, che fanno gli interessi delle multinazionali del settore, cercano giornalmente di convincere la gente che è necessario mangiare il pesce almeno 2-3 volte a settimana perché ricco di Omega 3. Naturalmente si limitano a indicare i presunti benefici e non i danni che il pesce procura. Infatti, a parte che lOmega 3 (che si trova principalmente nel pesce grasso) è presente negli alimenti vegetali, nella frutta secca e nei semi oleaginosi, i pesci sono tra le sostanze più putrescibili esistenti in natura e gli alimenti sono tanto più dannosi quanto più rapida è la loro putrefazione. Sono ricchi di purine (sostanze azotate che fanno aumentare i livelli di acidi urici nel sangue) e di metalli pesanti dovuti allinquinamento delle acque a causa degli scarichi industriali e fognari. Inoltre i pesci dallevamento contengono enormi quantità di additivi chimici, di ormoni e farmaci che servono ad aumentare velocemente il peso dellanimale, oltre ad evitare dannose epidemie.

Mentre la dannosità della carne degli animali terricoli viene riconosciuta anche dagli stessi allevatori e macellai, la dannosità del pesce viene celata per motivi puramente commerciali, per ignoranza o malafede dagli stessi cosiddetti nutrizionisti. Il pesce contiene le stesse tossine delle carni: può causare, oltre i danni della carne, parassitosi (es. tenia, ascaridi), asma, eczema, prurito, allergie, malattie renali, danni al sistema nervoso, ecc.

Le immense quantità di mercurio che le industrie scaricano nel mare (circa 10.000 tonnellate allanno) passa facilmente dal pesce nellorganismo umano. E utile ricordare la strage di Minamota (Giappone) del 1952 nella quale morirono 77 persone ed altre 360 rimasero invalide per aver mangiato pesce ricco di mercurio. Nel 1988 nelle acque laziali fu riscontrata, in modo del tutto fortuito, una partita di pesce al mercurio: si riuscì ad impedire la vendita appena in tempo. Ma quanto pesce pericoloso sfugge ai rari controlli?

Ma oltre al mercurio deve preoccupare la presenza, nelle cozze, nelle ostriche e nei crostacei, del cadmio e del piombo, abbondantemente presenti negli scarichi industriali. Il pesce può anche trasmettere alluomo la salmonella, larve di tenia e di ascaridi, né la cottura è sufficiente a scongiurare i pericoli in tal senso. Alcuni molluschi possono trasmettere lepatite virale ed altre malattie infettive. Inoltre in diversi pesci sono state riscontrate anche rilevanti quantità di pesticidi. Può tornare utile ricordare che in passato luso eccessivo di pesce in alcune regioni del Terzo Mondo a favorito linsorgere della lebbra. In realtà le bancarelle del pescivendolo nascondono più insidie per la salute umana dello stesso bancone del macellaio.

Il pesce, i molluschi ed i crostacei in genere, sono sostanze ad altissima velocità di putrefazione: il fetore tipico dei cadaveri in via di decomposizione emanato dal pesce lasciato solo per poche ore fuori dal frigo ne è la testimonianza più evidente. Questo processo putrefattivo continua allinterno dello stomaco e poi dellintestino, di chi ne fa uso, con la logica conseguenza di aumento di acidi tossici.

Sappiamo che nel pesce consumato non cè solo la parte tossica dovuta alla sostanza in se stessa o agli inquinanti chimici ingeriti dallanimale: come in tutti gli animali uccisi violentemente dalluomo e poi mangiati vi è il terrore, langoscia, la paura dellanimale accumulata durante la sua cattura e la sua uccisione: più e lunga e dolorosa la morte di un animale più è pregna di vibrazioni mortali.

La morte del pesce è tra le più atroci che si possano immaginare, sia che vengano uccisi con la fiocina, larpione, il coltello o per asfissia nelle reti. La morte del pesce, in qualunque modo avvenga per opera delluomo, è un fatto ingiusto e crudele: le chiazze di sangue delle tonnare o la contorsione dei pesci in agonia nelle reti non hanno bisogno di commenti. Ma noi preferiamo credere che il pesce non soffra perché non abbiamo orecchi adatti a percepire il loro grido di dolore.

Che dire degli animali dotati di zampe, che se non sono immobilizzati, quando vengono immersi ancora vivi nellacqua bollente, che entra negli occhi ed in ogni cavità dellanimale, oppure arrostite sulla piastra, che schizzano via come saette?

Altrettanto tremenda e dolorosa è la morte per asfissia del pesce pescato con le reti: le convulsioni dellanimale che disperatamente cerca di riconquistare il suo ambiente vitale, sono la più palese manifestazione di dolore. Per non parlare della pesca sportiva: vero e proprio passatempo per gente stupida, insensibile e crudele. Lamo che viene estratto dalla bocca del pesce che si contorce dallo spasimo e che lacera anche parte della testa: è paragonabile ad un arpione conficcato nella bocca di un uomo che viene brutalmente estratto fracassandogli le mandibole, la fronte ed il cervello per poi somministrargli con un pò dacqua pochi grammi di ossigeno per prolungare il più possibile la sua vita e quindi la sua agonia.

Ma vi sono anche le mattanze delle tonnare: lorrore che suscita lenorme chiazza di sangue che, come una profanazione della vita, macchia lazzurro intenso del mare, fa vergognare di appartenere alla razza umana.

E i pesci uccisi per congelamento? E quelli spasimanti in pochi centimetri di acqua nei mercati perché la gentile signora, o signore, possa deliziarsi il palato con il corpo di una creatura appena eviscerata da viva? Non è forse raccapricciante lidea degli acquari nei ristoranti in cui il cliente sceglie quale pesce farsi cucinare al momento decidendo vita oppure morte e sofferenza per una splendida creatura? E i pesci dilaniati da un arpione?

Eppure i pesci non sono patate; gli animali acquatici non sono creature meno sensibili o meno intelligenti degli animali terricoli. Molti pesci hanno intelligenza pari se non superiore a quella di molti animali terricoli. I pesci sono dotati di un sistema nervoso e quindi capaci come noi di percepire il dolore. Il polpo ha un cervello molto sviluppato e lintelligenza del delfino supera di gran lunga quella del cane e in moltissime circostanze ha salvato luomo da morte sicura, spesso da un attacco da parte di squali.

Il pesce è dotato di percezioni sofisticatissime (altro che radar) oltre che di quegli strumenti naturali che rendono capace il suo corpo di estrarre dallacqua lossigeno di cui ha bisogno per vivere. Il pesce ragiona, sente, vede, mangia, dorme, gioca, ha paura e quindi si nasconde. Lagilità e la velocità con cui si muove un pesce nel suo ambiente naturale ha qualcosa di affascinante e di prodigioso. La perfezione dei suoi occhi in grado di percepire chiaramente nellacqua, la complessità delle sue branchie e dei suoi sensori ricettivi ed elaborativi, la squisita geometria delle sue squame, la gamma pressoché sconfinata dei suoi colori sgargianti, vengono per sempre annientate con la morte dellanimale quando viene privato dellunica sua ricchezza, la vita, per un attimo di piacere che possono dare le sue carni martoriate.

Se un qualsiasi essere vivente non fosse in grado di accusare il dolore, se non avesse paura della morte si autodistruggerebbe e nulla esisterebbe nel Cosmo. Il dolore, infatti, è ciò che accomuna tutti gli esseri viventi: è come una lancia puntata dietro la schiena di ogni creatura che la sprona ad avanzare sulla via dellevoluzione acquisendo esperienza, memorizzando il pericolo e aguzzando lastuzia in modo da sfuggire al predatore.

Io invito tutti coloro che mangiano il pesce, tutti coloro che lo pescano, lo catturano, che lo vendono, che lo cucinano, rispettate questi splendidi abitanti degli oceani: sono creature come noi di forma diversa. Amate tutte le creature del mare, dalle balene alle meduse, non profanate la loro patria azzurra e siate grati ai mari perché la nostra stessa vita dipende da essi. Apprezzate la sconfinata multiforme bellezza degli abitanti marini. Perché interferite nella loro vita? Perché violentate la loro casa? Perché seminate terrore, dolore e sangue nel mare? Che forse i pesci vengono nelle nostre case a prendere i nostri figli per mangiarli? Come non restare stupefatti dalla bellezza e delleleganza di un pesce? Come non provare ammirazione e rispetto per la perfezione di questo, come di qualunque altro, meccanismo biologico risultato di miliardi di evoluzione? Quale armonia fisica, energetica e spirituale viene annientata con luccisione di una creatura del mare? La complessità del meccanismo chimico-biologico di un pesce riduce a poco più di un barattolo il più sofisticato computer.

Se il pesce fosse necessario alla nostra buona salute come si spiega lottima condizione di coloro che non lo mangiano? Solo questo basta a capire che non vi è alcuna necessità di consumare pesce ma che ci sono moltissime ragioni per smettere di mangiare ciò che danneggia non solo la nostra salute, il nostro pianeta ma, soprattutto, la nostra coscienza

AVVISO IMPORTANTE

23 Gennaio 2007 6 commenti

DA FAR GIRARE E DIFFONDERE IL PIU’ POSSIBILE. GRAZIE

Ciao a tutti…un shock davvero vedere queste immagini…il
cane è indifeso e non può muoversi, ha le zampe
posteriori paralizzate…i soldati americani ridono mentre
lo prendono a sassate…uno di loro dice…non ho mai visto
niente di più divertente in vita mia…l’altro propone di
ammazzare il cane…così, tanto per divertirsi! il cane
intuisce che la sua vita è in pericolo, ha uno sguardo che
grida dolore lancinante…vuole scappare ma non può…una
cosa atrce…vedere la foto di quel cane strappa il cuore,
lo riduce in pezzi…Protestiamo, anche se questo non
ridarà nulla a un innocente che ha avuto la sfortuna di
essere un cane, paralitico, in iraq…
Quì trovate la
petizione, mettete i vostri dati, è necessario dare
risonanza a questo schifo tremendo! bisogna arrivare a
100.000 firme, siamo solo a poco più di 3000:

http://www.thepetitionsite.com/takeaction/824381310?ltl=1169244135

PETIZIONE MONDIALE STOP AL COMMERCIO DI CARNE DI CANE NELLE
FILIPPINE FIRMA SI’ PER LA PROPOSTA DI LEGGE 2991 PER FERMARE
QUESTO IGNOBILE MASSACRO DI PIU DI 500.000 CANI
ALL’ANNO HANNO BISOGNO PIU’ DI 50.000 FIRME ENTRO IL
30GIUGNO, QUESTO AIUTERA’ A METTERE IL GOVERNO FILIPPINO
SOTTO PRESSIONE MONDIALE NELL’APPROVARE IL PROGETTO DI LEGGE
2991 NEL LUGLIO 2007 PERFERMARE IL COMMERCIO DI CARNE DI
CANE ( E SOFFERENZE DEL CANE)-
SITO:
http://www.thepetitionsite.com/takeaction/879609320 (c’è anche la traduzione in italiano – solo una firma per
ogni indirizzo di posta elettronica si può inserire anche
la vostra foto per rendere più credibile la firma)

Grazie,
Emiliano

VITTORIA! IL GOVERNO DI PECHINO FERMA IL MASSACRO DI CANI

4 Gennaio 2007 1 commento

Il Presidente cinese Hu Jintao è intervenuto per mettere fine alla repressione nazionale sui cani dopo aver letto le proteste che gli sono pervenute. Un ufficiale governativo ha confermato che il presidente ha preso atto delle petizioni firmate da oltre 60,000 persone e delle migliaia di e-mail arrivate da tutto il mondo che chiedevano di porre fine alla campagna di sterminio.
Preoccupato dalle proteste e dalla diffusione della vicenda sui media internazionali, ha posto fine al programma di sterminio.

Decine di migliaia di cani sono stati uccisi dall?inizio della campagna di “pulizia” iniziata l?agosto scorso. I Dipartimenti governativi hanno riferito ad Animals Asia che i proprietari dei cani confiscati possono far visita agli animali tenuti presso i canili. Animals Asia ha visitato questi luoghi e ha constatato che gli animali sono tenuti entro standard accettabili, ma ovviamente non è accettabile per loro, come anche per noi, la soluzione di tenerli rinchiusi lontano dalle proprie famiglie e dalle persone che un tempo li amavano e se ne prendevano cura.
L?OIPA, tramite la collaborazione con il Delegato ad Hong Kong ed il suo staff e con le associazioni cinesi a protezione degli animali, continuerà incessantemente a vigilare sulla situazione.

Da tutti loro arriva il più vivo ringraziamento all?OIPA e alle persone che in questi mesi hanno firmato la petizione on line, letto ciò che avviene, diffuso notizie, dato sostegno facendoli così sentire meno soli.
Oltre un anno fa quando la campagna era ancora agli inizi, regnava l?assoluto silenzio sulla triste realtà in cui vivono gli animali, il cammino da percorrere è ancora lungo ma grazie alla partecipazione di tutti, ora si possono vedere i primi importanti risultati per i ?senza voce?, in quanto ora hanno una voce ed è compatta, unita nel lavoro per la loro protezione.

Paola Ghidotti
OIPA International Campaigns Director

Riferimenti: http://www.oipaitalia.com

Perchè difendiamo gli animali

4 Gennaio 2007 Nessun commento

(ricevo da Collettivo animalista)

di Franco Libero Manco

difendiamo gli animali

perché sono gli ultimi degli ultimi, le vittime più innocenti ed indifese, quelli a cui è negato non solo il diritto naturale alla libertà e all’esistenza ma la stessa capacità di soffrire e di avere sentimenti;

perchè non si tratta solo di riconoscere agli animali i più elementari diritti, concessi loro dalla natura, a non essere imprigionati, sfruttati e schiavizzati, ma quello di salvarli da una sistematica tortura, da un giornaliero massacro e perché questo è indegno di un popolo civile;

perché sono esseri come noi di forma diversa, perché il dolore e la sofferenza sono realtà universali, perché come noi amano la vita, sono capaci di soffrire ed hanno paura della morte;

perché non possiamo consentire sia fatto agli animali ciò che non vorremmo fosse fatto a noi;

perché l’indifferenza verso la sofferenza e l’angoscia degli animali rende l’uomo peggiore sul piano morale, civile e spirituale;

perché sono gli esseri che nessuno difende (o pochi) anche se sono la stragrande maggioranza dei viventi;

perché sono nostri compagni di viaggio e perché non si possono tutelare gli interessi di alcuni componenti e sterminare il resto della famiglia;

perché un’ingiustizia non è più o meno grave a seconda della vittima;

perché l’evoluzione etica, morale e spirituale deve necessariamente ampliarsi a tutti i viventi e includere masse sempre più vaste;

perché è giusto e doveroso muoversi a tutela dei più deboli;

perché non è lecito interferire nella vita delle altre specie fino a portarle all’estinzione;

perché gli animali hanno contribuito col loro dolore, il loro sangue e la loro vita al benessere dell’uomo e quindi l’uomo ha il dovere di tutelarli ed essergli grato;

perché tutelando gli animali l’uomo tutela se stesso e l’ambiente naturale;

perché il rispetto per gli animali è l’anello mancante per realizzare di un mondo migliore;

perché non possiamo invocare la pace, la giustizia e la libertà se noi quotidianamente con le nostre scelte egoistiche neghiamo la libertà e la vita agli animali;

perché se l’uomo fosse educato alla valorizzazione del diverso e al rispetto del piccolo non potrebbe che essere positivamente incline al rispetto e del suo simile;

perché smettendo di sfruttare gli animali e mangiare la loro carne l’uomo tutela se stesso dalle malattie, dalla violenza che si percuote anche tra gli esseri umani, dalla fame nel mondo, dalla distruzione delle foreste, dallinquinamento dell’ambiente, dallo sperpero di risorse naturali;

perché il disprezzo della vita e del dolore dell’animale inclina l’uomo allinsensibilità verso la condizione del prossimo e perché lo specismo apre la strada al razzismo;

perché, a differenza dell’uomo, l’animale è sempre innocente;

perché se fossi nato animale vorrei essere salvato dalla violenza dell’uomo

perché…

Dr. Franco Libero Manco "Gli animali? ci sono problemi più importanti.."

9 Novembre 2006 2 commenti

(Ricevo e posto).

Perché i personaggi che frequentano i salotti impegnati della televisione, in cui si parla di politica, economia, giustizia sociale ecc. non parlano mai dei diritti degli animali? Ma figuriamoci! Ti pare che, con tanti problemi che ci sono, uomini della levatura di Prodi, Berlusconi, del cardinale Ruini o dei ministri dell’istruzione, della sanità, della giustizia o delle finanze possano preoccuparsi degli animali? Figuriamoci se l’aristocrazia, la nobiltà, i signorotti di qualche secolo fa avevano tempo di considerare la sofferenza e la dignità negata agli schiavi, ai negri, agli zingari e anche gli ebrei a cui veniva negata non solo la capacità di avere sentimenti ma anche quella di soffrire: avevano ben altro a cui pensare.

Il problema è che i problemi degli animali non derivano da cause naturali ma sono coloro che mangiandoseli a tavola, legittimando la vivisezione, la caccia, l’uso delle pellicce ecc. causano agli animali sofferenza e morte. I problemi degli animali esistono perché l’essere umano è fondamentalmente ingiusto e insensibile verso la sofferenza dell’altro e ciò che rende l’uomo ingiusto e insensibile è la sua parziale visione della vita dovuta alla concezione antropocentrica che abitua l’uomo a disprezzare tutto ciò che non è umano. “Finché vi saranno i mattatoi vi saranno anche i campi di battaglia”, così affermava G. Hermann.

C’è forse qualcosa di più importante per qualunque essere vivente del fuggire il dolore e tutelare la propria vita? C’è forse un problema etico più drammatico di quello di essere governati da coloro che danno il proprio tacito consenso al massacro giornaliero di milioni di esseri innocenti? Certo l’interesse del boia non coincide con quello della vittima.

Tutti i problemi dell’universo nascono dall’incapacità dell’individuo di condividere le esigenze vitali dell’altro: l’indifferenza verso il dolore altrui è il vero cancro del genere umano. Quando la coscienza umana sarà più giusta e sensibile tutti i problemi umani svaniranno. La fame nel mondo è causa dell’egoismo umano; la guerra è la diretta conseguenza dell’ingiustizia e della carenza di valori morali e spirituali dell’individuo; il disordine sociale ha le stesse radici. Rimandare il rispetto per gli animali a quando saranno risolti i problemi umani significa dire mai; significa negare il problema, che scaturisce proprio dalla separazione dei problemi, mentre tutto è interconnesso, come sono interconnesse le membra di uno stesso organismo. Ma questo sembra che i personaggi di cui trattasi non riescono a capirlo.

Ciò che occorre far capire è che finché l’uomo tratterà i suoi problemi in modo separato dal suo contesto naturale non sarà possibile risanare l’organismo malato: è come cercare di salvare un uomo ammalato di cancro curandogli i calli delle mani. Occorre combattere l’ingiustizia, non quella perpetrata sull’uomo, ma l’ingiustizia in quanto tale, in senso lato; occorre lottare contro la violenza, non la violenza sulluomo, ma la violenza come principio; occorre che l’uomo impari a difendere la vita, non la vita dell’uomo, ma la vita in qualunque forma si manifesta; occorre che l’uomo impari ad amare non solo l’uomo, ma ogni essere vivente; solo in questo modo l’essere umano avrà la capacità mentale, morale, civile e spirituale di costruire una società migliore, potrà capire che nulla è separabile dal resto, che è impossibile che un componente la famiglia trovi pace e giustizia se viene abituato a schiavizzare, torturare, sfruttare e uccidere tutti gli altri componenti con cui divide la sua esistenza.

Negare la determinante correlazione esistente tra rispetto per gli animali e la natura, e i problemi più gravi e scottanti del genere umano, significa essere in malafede o profondamente disinformati. Nessun problema può mai essere risolto positivamente e definitivamente se non si tiene conto delle cause che lo generano.

Franco Libero Manco

Ciao a tutti!

6 Ottobre 2006 2 commenti


CIAO! Per un po’ non mi sarà possibile essere presente, tanti impegni e poco tempo….e poca organizzazione! Sono in via di rodaggio e mi si accavalla tutto. Pazienza e volontà.

Un abbraccio a tutti Voi e grazie dei vostri pensieri. Ciao, a presto :) !

Ma insomma

22 Settembre 2006 7 commenti


Ma quando imparerò? mi dicono da un pezzo, le persone che mi conoscono bene, “anna devi essere meno disponibile verso gli altri, devi imparare a dire di no”….già, hanno ragione lo so, ma davvero non è facile. Ancora una volta persevero nell’errore mio consono. Ho sempre pensato che siamo qui per dare di noi, senza nulla chiedere, ma….ma che brutto, che triste quando le persone alle quali hai dato di te, hai dato loro il tuo tempo, il tuo ascolto, la tua pazienza, le tue mani, senza un grazie (che non è obbligatorio, ma come umani ti fa piacere perchè non siamo santi)dopo che hanno esudito il loro bisogno con te, li trovi accompagnati a esistenze superficiali a sperticarsi in stupidaggini e poi però alla bisogna ribussano. Da adesso cambio, imparo a dire di no a questi umani così intrisi di egoismo e superficialità… voglio imparare a non correre subito in aiuto con parole o fatti , o perlomeno imparare a valutare le situazioni che veramente lo meritano. Come dire non dare le perle ai porci, che porelli, preferiscono la carotina. Così deve essere, un po’ di sano egoismo, che fa bene agli altri che non si aggrappano più a te, e fa bene a me che non ricevo più delusioni (se fossi saggia non avrei aspettative, ma non lo sono, o perlomeno sono umana, molto umana e un piccolo buffetto o un sorriso di gratitudine li accetto proprio volentieri). Tutto ciò non riguarda naturalmente gli amati non umani, che non avendo un “io” che li guida, ma “solo” il loro sentire più profondo, non ti lasciano mai a mani vuote. Se mai è il contrario.

SECONDO MASSACRO DI CANI IN CINA. FIRMA LA PETIZIONE

1 Settembre 2006 54 commenti


AGGIORNAMENTO OIPA DEL 6.09.2006
In Cina questo dovrebbe essere l’anno del cane, un segno zodiacale di buon auspicio che ha spinto innumerevoli coppie a raggiungere l?altare e ad avere bambini nelle speranza di farli nascere sotto una buona stella. Ma in Cina, i cani non sono sempre trattati come i migliori amici dell’uomo. Secondo la tradizione cinese, i cani hanno solo tre motivi per esistere: per cacciare gli altri animali, fare la guardia alle case, essere serviti come alimento.
Il Governo cinese, in risposta alla protesta dell?opinione pubblica, recentemente ha annullato i programmi che permettevano ai cacciatori di comprare licenze per uccidere gli animali selvaggi, incluse alcune specie in via di estinzione.
Dalla Cina molte persone disperate hanno scritto all?OIPA dicendo di essere afflitte per i cani ed i gatti. Nel loro paese non possono far molto per proteggerli, ringraziano tutti noi per la petizione online perché l’opinione pubblica forse è l?unica speranza che può arrestare questo massacro di cani.
Non ci sono leggi in base alle quali i cittadini possano fermare i massacri.
Per gli assassini dei cani, è stato facile. Arrivano di notte, battono colpi su pentole e padelle, fanno esplodere petardi. La loro preda abbaia e và incontro a morte certa, bastonata sul posto con bastoni di legno.
Gli unici cani risparmiati sono stati quelli della polizia e dei militari. Per ogni animale ucciso i proprietari sono stati compensati con 60 centesimi.
?Allo scopo di mantenere questa orribile malattia lontana dalla gente, abbiamo deciso di uccidere i cani?, ha detto Li Haibo, un portavoce del Governo per la contea di Mouding, nella provincia di Yunnan, frase che è stata riportato dalla agenzia ufficiale della Cina.
L’idea dei cani come animali domestici è una novità. Gli attivisti cinesi precisano che la Cina non ha leggi per la protezione gli animali, tranne alcune specie in pericolo. E? molto scarsa la formazione circa la prevenzione della rabbia, e le morti causate dalla rabbia sono in aumento. Il tasso di vaccinazione dei cani è circa il 3%, secondo il ?Centro Cinese per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie?.
Prima che il massacro cominciasse, le autorità hanno dato ai proprietari dei cani la possibilità di fare loro stessi il ?lavoro sporco?.
Molti proprietari di animali domestici si sono riuniti fuori dalla sede della televisione per tenere una veglia i memoria dei cani massacrati a Yunnan e nelle altre province. Hanno acceso candele, gettato i petali in un canale e creato una corona di fiori a forma di cuore.

Paola Ghidotti, Director of OIPA – Office International Relations
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Per favore divulgate la notizia, la protesta è l’unica arma che abbiamo. Grazie.

IN CINA È STATO ORDINATO UN SECONDO MASSACRO DI CANI Shandong reagisce alle morti per rabbia con un massiccio massacro di cani.
LOIPA ha ricevuto la conferma da parte di associazioni cinesi a protezione degli animali, con cui è entrata in contatto nella Provincia di Shandong, che un secondo brutale massacro di cani è iniziato, questa volta a Jining.
I funzionari del Governo hanno annunciato il progetto di uccidere tutti i cani entro un raggio di 3 miglia dal luogo in cui si sono verificati recenti casi di rabbia, ma non ha svelato quanti cani saranno uccisi.
Dopo le prime uccisioni a Yunnan, i funzionari a Jining hanno ordinato un black-out di mezzi di comunicazione, dando il permesso soltanto a un giornale locale di inviare i suoi giornalisti per scrivere del massacro.

Leggi la notizia alla pagina

http://www.oipaitalia.com/notizie/agosto06_massacrocina.htm

Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/randagismo_cina.htm

P.S. il riferimento qui sotto vi porta all’articolo, per firmare la petizione cliccate sul link a sinistra. Grazie
Riferimenti: www.oipaitalia.com/notizie/agosto06_massacrocina.htm

I nostri talenti

31 Agosto 2006 7 commenti


Ognuno di noi ha in sè delle potenzialità, delle possibilità, dei talenti. Non necessariamente sono talenti visibili agli occhi, anche se questi sono quelli che maggiormente utilizziamo. In ogni caso ognuno di noi dovrebbe non sprecare il dono che ha in sè. Ho conosciuto una persona con una cultura favolosa, sapeva tutto di storia, matematica, filosofia….ma teneva tutto per sè, gli ho proposto di fare del volontariato per i ragazzini che non possono permettersi lezioni private. La risposta è stata no. Peccato. Un talento sprecato, in tutti i sensi. Tenere per noi i nostri tesori non serve a nulla, siamo qui per imparare a donare di noi, in tante forme diverse, materiali e non. Talento è nella sua forma più alta, saper leggere il mondo, l’altro da noi, con gli occhi del cuore, lasciando da parte il mentale che limita la nostra partecipazione verso l’altro, gli altri, siano essi umani o non umani. Talento è allora vivere sentendo il mondo dentro di noi, ascoltando il suo dolore e la sua bellezza con la nostra parte più vera. Col nostro sentire, che è il nostro talento più bello, non perdiamo occasione per tentare di aiutare l’altro ad aprire le sue porte, non lasciamo perdere una possibilità di arricchimento reciproco. Li chiamo talenti, ma non nell’accezione comune, ma come possibilità che abbiamo in noi, quali esseri umani, di sentire l’altro, possibilità che spesso non sviluppiamo, soverchiate da altri obbiettivi che spesso non ci fanno fare un gradino in più verso il traguardo di essere dei veri esseri Umani. Il talento del sentire ci permette di sentire su di noi la sofferenza altrui, umana e non umana, e porta in sè la spinta fortissima di allungare la nostra mano per portare aiuto, per lenire, per comprendere, per amare. Una goccia nel mare la nostra mano, ma è importante che ci sia, non nascondiamola…

Whisper

30 Agosto 2006 5 commenti


Anche qui resto legata al mondo delle Fate…crescere va bene, ma non perdo le mie radici!
Qui sotto una breve descrizione di questo nome che sarà il mio nuovo(e ultimo promesso)nick, se avete tempo e voglia di leggere.

Ciao grazie di esserci, a presto

Whisper

Significato letterale del nome: Sussurro.
E’ più facile che sia un sussurro e non un gesto di comando a convincere il nostro animo ribelle. Un sussurro penetra dolcemente attraverso la mente senza spaventare il cuore e il messaggio che porta può superare le barriere con cui la mente si difende dal mondo e penetrare diretto nella coscienza.

Messaggio: “il mio compito è quello di risvegliare il tuo cuore bambino sussurrandoti dolci canzoni quando sei immerso sereno nel sonno. Ognuna di esse ti porta un bisbiglio da un Mondo di incredibile bellezza dove tutte le creature parlano lo stesso linguaggio. Lì, tutti, senza differenze, possono comprendersi tra loro e non ci sono più separazioni….Quel Mondo è il Sogno che hai dimenticato quando eri bambino, quando sorridevi nel sonno e sapevi parlare agli animali, con i fiori, con gli alberi, con la luna….o con le stelle, attraverso un dialogo silenzioso che univa i vostri esseri profondamente e stabiliva il contatto tra voi. [...]
Il cuore semplice di quel bambino “speciale” che conosceva il segreto, il punto di unione fra tutte le creature, la parola che conosce l’essenza di tutte le cose: il linguaggio dell’ Amore Universale. [...]”

(Tratto da “Le carte degli elfi- I doni del Popolo Fatato” di Tiziana Mattera – ed. Il punto d’incontro)